Incontri e dibattitiInterviene: Prof.ssa Cecilia LASCHI - IST. di bioRobotica, SSSA, Pisa
Presenta: Salvatore ACQUILINO
Sin dai tempi di Leonardo, lo studio dei sistemi viventi è servito a ideare strumenti e macchine che, imitando i principi che la Natura ha messo a punto attraverso l'evoluzione, mostrano alcune delle caratteristiche e capacità del modello vivente, orrendo vantaggi nel loro funzionamento e nel loro uso da parte dell'Uomo. Ai giorni nostri la Natura continua a fornire principi e soluzioni all'ingegneria, alla chimica, alla scienza dei materiali: dalle vernici idrofobiche ispirate alle foglie di loto, alla Tour Eiffel che sfrutta il principio con cui le ossa sono costituite da trabecole, fino alla robotica bioispirata. Quello che la Natura può insegnarci, nel costruire robot, sono quei principi di semplificazione che permettono a esseri viventi complessi, tra cui l'Uomo, di avere un comportamento senso-motorio efficiente ed efficace, in un ambiente altrettanto complesso, quale il mondo in cui viviamo, ben diverso dal mondo strutturato delle fabbriche in cui i robot tipicamente operano. Allo stesso tempo, la robotica diventa uno strumento per studiare gli esseri viventi stessi, perché proprio identificando i principi e riproducendoli in una macchina si arriva a una loro comprensione più profonda. E' così che la robotica viene usata in neuroscienze, per studiare il cervello umano, ma anche che un polpo ha insegnato ai robotici a costruire il corpo dei robot in maniera diversa, morbido e capace di adattarsi anche fisicamente all'ambiente in cui opera.